due parole su di noi

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Innanzitutto siamo noi due ad occuparci in prima persona dell’azienda e qui non ci siamo nati o capitati per caso, ma l’abbiamo proprio scelta, come zona e come tipo di vita.

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Magari, come spesso accade in questi frangenti, senza tanta consapevolezza di quello che si stava facendo (quella la abbiamo acquisita nel tempo), ma senz’altro con determinazione e con tutte le nostre risorse economiche, fisiche e mentali.

Non siamo originari dell’Oltrepò e abbiamo entrambi passato abbastanza anni in giro per l’Italia e altrove da non sentire la nostalgia di un luogo di origine.  Per la Martilde abbiamo lasciato a Milano una vita di lavoro in un settore completamente diverso, scoprendo il mondo nuovo del vigneto e del vino.

La nostra iniziale inesperienza ci ha reso preda ideale per tutta una serie di cattivi consiglieri, ma, sbagliando sulla nostra pelle e a nostre spese, abbiamo cercato di imparare in fretta.  Certo, gli effetti secondari di alcune scelte poco felici sono stati duri da cancellare, ma una svolta radicale di vita richiede sempre dei sacrifici.

Ormai è trascorso un tempo sufficiente a farci sembrare di essere qui da sempre, Rovescala è diventata “casa”, la Martilde è un tutto unico con la nostra vita e il paesaggio dintorno è quello familiare, sul quale apriamo gli occhi la mattina, che riconosciamo da lontano, che rivediamo con gioia quando ne siamo stati troppo a lungo lontani.

  • Il lavoro più bello

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Perché questo lavoro è diverso e cosa lo rende così differente da tutti gli altri?
Forse, una delle prime cose che viene alla mente, è che non arriva mai un’ora in cui si smette di fare quello che si stava facendo, si chiude mentalmente e si va a casa, a occuparci d’altro, e prepararci per il week end.  Qui, lavoro e vita sono una cosa unica, interconnessa, come una maglia fittamente intrecciata.
Quando questa consapevolezza ha cominciato ad affiorare, ci ha fatto quasi sorridere; la Martilde respira, cammina sulle zampe di tutti gli animali e sulle nostre gambe, guarda con tutti i nostri occhi.  È la nostra realtà.
La Martilde siamo noi, si potrebbe dire con un po’ di presunzione.
 
Non bisogna avere un’idea troppo romantica del mestiere di vignaiolo.  Noi si sta molto soli, in compagnia l'uno dell'altro, con la campagna e gli animali; bisogna esserci portati.  Si ritrova in parte la dipendenza dalle ore di luce: le giornate d’estate che non finiscono mai, l’inverno alle quattro c’è il buio fuori e si è già proiettati nella sera.  Si guarda sempre il cielo, e non per capire se il fine settimana si potrà andare al mare; il tempo ci condiziona pesantemente, cambia le nostre attività, l’ordine e il tipo di lavori, è uno dei principali fautori di una buona annata.

Quando si opera una scelta diversa, un cambiamento, il risultato lo si vede solo dopo anni, e difficilmente lo si può confrontare con quello di un’altra stagione.
Molto spesso si fa molta fatica, anche fisicamente, oppure si persegue un’idea, un salto di qualità, e tutto questo non viene apprezzato o riconosciuto come meriterebbe.  Non sempre il mercato dà un riscontro giusto; si è delusi e amareggiati.  Gli investimenti sono tanti, e pesanti, i ritorni lenti e molte volte incerti.  Spesso, se non si fosse stanchi, non si riuscirebbe a dormire, la notte.  E qualche stagione, purtroppo, arriva la grandine a rovinare le attese di un intero anno.

Ma c’è la luce, l’aria aperta, il paesaggio tutt’attorno, il gusto del mutare delle stagioni, i primi brividi di freddo, la nebbia con la sua magica immobilità, il caldo abbraccio dell’estate, i temporali con i loro fantastici colori.
La vita nascosta nella natura, i voli diversi degli uccelli, la corsa di una lepre, il guizzo di un daino, le impronte dei selvatici, molteplici creature.  Ogni giorno offre l'occasione per qualche meraviglia.

C’è l’indipendenza e il gusto e la responsabilità delle proprie scelte, i sacrifici fatti personalmente, la gestione del proprio tempo.  C’è la piacevole monotonia dei lavori sul vino fatti con accuratezza, l’odore e i colori della cantina, la fantasia e la voglia di creare qualcosa con una vita a sé stante, che però parli di noi.

È bello sapere che c’è parecchio delle nostre idee, della nostra caparbietà, dei nostri sogni, in quel bicchiere che magari vi accompagna in occasioni piacevoli.

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