campagna e vigneti

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  • Rovescala e il territorio

L’Oltrepò Pavese, dove viviamo, è una striscia triangolare di terra a sud del fiume Po che, a differenza della pianeggiante Lomellina, diventa molto presto collinosa, sino a sconfinare nella zona appenninica.  Questo territorio confina con il Piemonte, l’Emilia e, in un unico punto, la Liguria.  Avendo tempo a disposizione, e nessun problema con le curve, è molto bello percorrere l’itinerario che conduce sino al mare.  Noi ci troviamo su di un crinale quasi a ridosso del piacentino: guardando a est è già Emilia, mentre a ovest ci si perde tra profili di colline pavesi e svariati scorci panoramici.

rovescala territorio

L’azienda è interamente compresa nel territorio comunale di Rovescala; frazione Croce, la prima che si incontra salendo dalla via Emilia verso il paese, si trova ad un altitudine di circa 250 mt.  Con un’estensione di quasi 18 ettari - pressappoco in un corpo unico - la Martilde è interamente dedicata alla vite.  Solo una piccola zona di fondovalle è lasciata a prato stabile.

Rovescala è un paese con radicate tradizioni viticole, culla d’origine del vitigno croatina e del vino bonarda che se ne ricava.  Antichi documenti comunali attestano come già nel 1192 un conte locale avesse una fiorente e riconosciuta produzione.

rovescala territorio 02

Fitta di aziende agricole più o meno grandi, è un centro dove tutti sono in qualche modo legati al mondo della vite e del vino; un vigneto ben tenuto è motivo di orgoglio, un vino che riscuote l’approvazione di chi lo assaggia viene rispettato.

Ogni anno per tutte le domeniche del mese di marzo, c’è la "Primavera dei vini" e la maggior parte dei produttori locali (noi inclusi) è presente per degustazione e vendita.  Ci sono anche diversi eventi collaterali e una parte gastronomica, ma il vino resta sempre il vero protagonista.

  • Vigneti

vigneti

I terreni della Martilde sono distribuiti ai lati della strada provinciale che sale verso Rovescala.  L’appezzamento più pregiato è quello di Zuccarello, su una collinetta che prende il sole tutto il giorno, dal quale ricaviamo i nostri vini migliori.  L’esposizione varia da nord est, est, nord ovest, ovest.   Tutti iscritti alla DOC, al momento presentano una situazione mista, con vigneti nuovi o di età media e altri molto vecchi.  Abbiamo sempre cercato di conservare quelli più antichi, rinfoltendoli progressivamente, affinchè le vecchie viti, veri e propri miracoli della natura, possano essere in grado di svolgere il gioco di squadra che un buon vigneto dovrebbe portare avanti.

Gli impianti più recenti, sino ai quindici anni di età, hanno una densità di circa 5000 ceppi per ettaro.
Le strutture di sostegno sono a pali di legno, una soluzione più penalizzante in termini di manutenzione, ma gradevole dal punto di vista estetico.
La forma di allevamento è a guyot semplice, con un solo tralcio di max. 10 gemme.

Il terreno ha una composizione prevalentemente calcareo argillosa, con leggere variazioni da zona a zona.  Queste caratteristiche lo rendono molto adatto alla produzione rossi strutturati e bianchi aromatici.

Con l'obiettivo di ottenere un terreno più saldo e completo in grado di favorire, (unitamente al metodo di potatura) un contenimento di produzione della vite abbiamo adottato l’inerbimento totale sin dal 1993.
Questo è l’anno in cui uscirono le prime normative UE indirizzate a un migliore livello qualitativo e un minore impatto ambientale.
Il cotico erboso che si forma viene periodicamente falciato e lasciato sul posto.

Le concimazioni, con prodotti organici, sono ritagliate sulle caratteristiche del singolo vigneto e limitate a quanto necessario a ristabilire l’equilibrio di elementi nutritivi.

I trattamenti delle malattie sono parimenti ridotti, seguendo le normative per la viticoltura biologica.  I vigneti sono tutti certificati, con circa 3 ettari in fase di conversione.

  • Vitigni

vitigni

Come da vocazione della nostra zona, tra i vitigni predominano quelli per i vini rossi.

Particolare amore e attenzione viene riservata alla croatina, uva dalla quale si ricava la bonarda, che a Rovescala ha una lunga storia; ma una certa soddisfazione ci riserva anche il barbera, che dà un vino elegante, di moderata acidità, che ben si presta all’invecchiamento.

Il pinot nero (vinificato in rosso), è sempre stato una nostra passione, e all’iniziale appezzamento fatto di vecchie viti e cloni sconosciuti, ne abbiamo nel tempo aggiunti altri piccoli tre, con barbatelle francesi selezionate apposta per la produzione in rosso.
È un vino difficile, che pretende il massimo in vigna e in cantina, e che è intrigante proprio per questo.
Purtroppo, l'andamento climatico delle ultime vendemmie è spesso troppo caldo e mancante della necessaria escursione termica. Così il pinot nero non viene vinificato tutti gli anni, ma solo quando la stagione lo consente.

Abbiamo due soli bianchi, entrambi malvasia.
Dalle stesse uve di malvasia di Candia vengono infatti prodotti due dei vini che ci danno maggiore piacere.  Uno più tradizionale, che si fa mettendo i grappoli interi nella pressa, e l'altro con una lunga macerazione sulle bucce.

Non acquistiamo uve esterne, ma lavoriamo unicamente - e personalmente - quelle prodotte da noi.  Conosciamo e siamo responsabili dei nostri prodotti, dalla vigna alla bottiglia.

  • Stagioni e lavori

stagione lavori

In vigna si lavora quasi sempre, tranne d’inverno se nevica o nell’ultima fase dell’estate, quando l’unica cosa da fare è controllare, ed aspettare il momento giusto per dare inizio alla vendemmia.

Dopo di questa, ha inizio una fase molto importante della vita del vigneto; la potatura.  Da tradizione, si dovrebbe iniziare intorno a San Martino, cioè quando le viti hanno perso le proprie foglie e sono entrate in una fase di quiescenza.  Queste piante sono creature fantastiche, vedendole spoglie e contorte d’inverno, non si immaginerebbe mai quell'esplosione di tralci, foglie e pampini che avviene nella stagione primaverile.  Potare è un’attività di grande soddisfazione, perché ogni situazione è più o meno unica richiedendo scelte diverse, in funzione della singola pianta e di quello che si vuole da lei ottenere.

Seguono quindi tutti i lavori di manutenzione del vigneto, controllo e sostituzione di pali, fili, ancore di testata, e così via.  Si può dare del concime organico prima dell’inverno nei vigneti giovani o in viti particolarmente magre e bisognose.
Si puliscono canali per lo scolo dell’acqua, si lavora la terra nei nuovi impianti (sino al terzo anno è importante assicurare alle piccole viti una certa tranquillità che permetta lo sviluppo di un adeguato impianto radicale), e, quando nevica, si riposa.

Prima della Pasqua (in realtà la luna di primavera), quando le piante potate cominciano a “piangere” (con piccole stille di linfa che gocciolano dai tralci), è importante che siano state tutte legate.
Le viti cominciano a mettere le gemme e, nel fermarle al filo, è facile che questi piccoli nuovi germogli vengano danneggiati.  Le giovani barbatelle vanno anche fissate bene lungo il fusto, in modo che crescano ordinate e dritte.

Seguiranno le concimazioni di primavera (se non fatte in inverno) e i primi sfalci dell’erba, che verranno ripetuti più volte nel corso della stagione, a seconda della crescita e del clima.  
Si cerca di mantenere un tappeto fitto e corto, che non vada a disturbare il primo filo dell’impianto, sottraendo risorse eccessive o creando un microclima caldo umido in estate.
Questo non va bene, in quanto incoraggia le malattie fungine.

Subito dopo, bisogna legare i tralci, un’operazione ciclica, che deve seguirne lo sviluppo, man mano che questi si allungano, producendo nuove foglie e viticci.

Quando i germogli cominciano ad avere una certa lunghezza (10 cm), si è raggiunta una certa temperatura (10°), ed una certa quantità di precipitazioni piovose (10 mm), è tempo di iniziare i trattamenti fitosanitari per oidio e peronospora, che seguiranno l’andamento climatico stagionale.  Noi osserviamo le regolamentazioni per l'agricoltura biologica.

La vite nel frattempo è passata dalle prime foglioline pelose alle infiorescenze, e poi a un abbozzo di grappoli.  Gli acini, “a grano di pepe” all’inizio dell’estate, diventeranno poi frutti veri e propri, e si coloreranno con l’avanzare del tempo.

Ci sono vendemmie più o meno produttive; se ne necessario, si può decidere un diradamento dei grappoli, per riequilibrare la carica complessiva di ogni singola pianta.  Nessuna vite, vecchia o giovane, può portare alla giusta maturazione e all’equilibrio ottimale una quantità eccessiva di uva.
Quando si arriva a fine luglio, si hanno dai 15 ai 20 giorni di tempo prima di organizzare la vendemmia delle varietà più precoci. Quindi, ci si può tenere in forma pulendo e preparando attrezzatura e cantina.

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